mercoledì 14 aprile 2010

Problemi di sesso anale


Oggi ho passato la pausa pranzo con una carissima amica. Era da qualche giorno che mi chiedeva di vederci per parlarmi di una cosa un pò delicata, per la quale aveva bisogno di un consiglio.
Da qualche mese si vedeva con un tipo che le piaceva parecchio e tutto sembrava andare per il meglio. Per di più le piaceva ciò che le faceva a letto.
C'era solo un piccolo problema ed era appunto di questo che mi voleva parlare.
Dopo una serie infinita di preamboli, finalmente si è fatta coraggio e mi ha confessato che il tipo moriva dalla voglia di metterglielo nel culetto.
Sai che novità, ho pensato e ho ridacchiato in risposta.
Lei non l'aveva mai fatto prima ma aveva deciso di accontentarlo, mi aveva spiegato, con un sorrisetto che lasciava capire che in realtà non era poi così maldisposta rispetto all'argomento in questione..
"Bene, e quale sarebbe allora il problema?", le ho chiesto.
"Il problema è che ci abbiamo già provato diverse volte, ma non ci riesco. Mi fa male e non è affatto piacevole", ha ammesso sconsolata.
L'ho guardata, sorridendo. Mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo, di anni, ai primi goffi tentativi dei miei inesperti, giovani amanti di riuscire nella stessa pratica.
"Ma scusa, tu lo fai?", mi ha chiesto infine, direttamente.
"Oh sì, da certi uomini adoro prenderlo nel culo", ho risposto senza tanti falsi moralismi.
"Ma non ti fa male?", mi ha incalzata, sgranando gli occhi.
"Dipende, se fatto male, fa male, se fatto come si deve, è incredibilmente bello", ho risposto sorridendo.
Davanti al suo sguardo interessato, ho iniziato a raccontarle i miei primi approcci col sesso anale.
Fin dalle prime esperienze sessuali, sia io che i miei partners, abbiamo dimostrato reciproco interesse per l'argomento. Ma dai primi tentativi, al prenderlo effettivamente nel culo come si deve, sono passati anni.
L'errore principale, era che i miei primi amanti, anche loro alle prime esperienze, tentavano di sodomizzarmi senza prima avermi fatta adeguatamente eccitare. Il tutto senza lubrificante.
Dopo qualche doloroso tentativo di penetrazione, coi muscoli anali tesi che opponevano resistenza, in genere si desisteva. E questo era quanto.
Stavo per desistere dal provarci, quando ho conosciuto un uomo speciale.
Avevo 22 anni, lui 35. E' stato un colpo di fulmine. Mentale, non fisico. Il peggiore che ci sia. Ero completamente partita.
A letto ci sapeva veramente fare. Le cose che mi diceva, mentre mi scopava, sarebbero bastate da sole a farmi venire..
Comunque lui, a differenza di altri, non aveva mai provato a sodomizzarmi. Non ne avevamo neanche mai parlato.
Una sera uscimmo a cena. Io e lui da soli. Il cameriere venne a lasciarci il menù e la carta dei vini.
Di solito non bevevamo granché: lui doveva guidare ed io non andavo pazza per il vino.
Quella sera aveva voglia di bere e mi propose di fargli compagnia. Accettai volentieri, ma gli chiesi di consigliarmi.
Lui cercò di capire cosa potesse piacermi ed una volta appreso che gradivo qualcosa che non fosse frizzante e che fosse molto dolce, mi disse che pensava di aver capito ciò che volevo e di lasciar fare a lui. Adoro gli uomini che fanno così.
Quando l'uomo fa l'uomo, mi sento libera di essere donna in tutte le sfaccettature più femminili del termine.
Quando tornò il cameriere, parlarono per qualche minuto della fornitura della cantina del ristorante e ordinò il vino per entrambi.
La cena fu molto gradevole, ma il vino.. il vino era eccezionale. Dolcissimo, liquoroso, fruttato, di un colore dorato intensissimo. E molto forte.
Siccome lo sorseggiavo lentamente, non me ne resi conto appieno. Ne bevvi due bicchieri. Mi sentii estremamente calda ed eccitata. Rilassatissima.
Lui me lo lesse negli occhi.
"Andiamo", mi disse a fine cena, fissandomi intensamente, con un sorrisetto.
Salimmo in auto e ci avviammo. Non avevo bisogno di chiedergli dove stavamo andando. Da come mi guardava capivo che non avremmo raggiunto gli amici per far serata.
Appena partiti e immessi sulla statale, mi abbandonai sul sedile dell'auto.
Lui era concentrato sulla strada. Chiusi gli occhi. Sentii la sua mano sul ginocchio. Riaprii gli occhi e lo guardai. Lui teneva sempre i suoi fissi sulla strada. La sua mano prese a risalirmi lungo la coscia, molto lentamente, spostandosi all'interno.
Divaricai leggermente le gambe. La sua mano, ormai sotto l'orlo della gonna, risaliva sempre più. Sentii le sue dita contro le mutandine. Me le scostò appena, per infilarsi sotto. Mi accarezzò con incredibile lentezza, sfiorandomi appena, senza mai guardarmi. Vedevo il suo profilo concentrato sulla guida.
Dopo qualche minuto spense l'autoradio. Voleva sentire il mio respiro accellerato e i gemiti che non riuscivo a trattenere e riecheggiavano in quel silenzio carico di tensione.
Il viaggio durò venti minuti. Ogni tanto sfilava la mano dalle mie cosce e lentamente si passava le dita in bocca, per sentire il mio sapore e per bagnarsi le dita e rendermi più piacevole il massaggio. Sempre senza guardarmi.
Arrivai a casa sua eccitata come non lo ero mai stata prima. Con la testa resa leggerissima dalla giusta dose di vino di qualità.
Mi fece scendere e dirigere verso la sua camera da letto. Calmissimo, senza fretta, pregustando ciò che mi avrebbe fatto.
Non era uno di quegli uomini che ti saltano addosso. Ed era l'uomo più passionale, erotico e virile che avessi mai conosciuto.
Perdeva il controllo solamente al momento dell'orgasmo. E ciò faceva perdere il controllo a me.
Arrivati in camera gli bastò guardarmi in silenzio, senza muovere un solo muscolo, perchè mi offrissi a lui.
Cominciò a spogliarmi ed accarezzarmi, baciandomi e mordicchiandomi con passione il collo.
Mi fece sedere sul letto mentre si toglieva la camicia e slacciava i pantaloni. Una volta abbassati fino a metà coscia, mi allargò le gambe e mi infilò il pene dritto in fica, con un gemito liberatorio, dopo tutte quelle ore di tensione sessuale.
Mi montò come faceva di solito, sdraiato sopra di me, tenendomi le gambe spalancate e sussurrandomi all'orecchio quanto lo facevo arrapare e quello che mi avrebbe fatto. Nei dettagli. Facendomi impazzire.
Ad un certo punto, cambiando posizione, ci ritrovammo sdraiati sul fianco, con lui dietro di me che mi baciava il collo.
Ero calda, rilassata ed eccitata come mi era successo poche volte. Mi sembrò assolutamente naturale allungare la mano, afferrargli il cazzo e avvicinare il mio culetto fino a sentire la sua cappella gonfia contro il mio buchetto. Che non era mai stato così rilassato, bagnato e vogliso.
Semplicemente era il momento giusto, con l'uomo giusto. E non c'era stato bisogno di chiedere o convincere.
Appena capì di cosa avevo voglia, smise di colpo di baciarmi. Si scostò leggermente per guardarmi, ancora respirando affannosamente.
"Stai fermo ti prego, lascia fare a me", lo pregai, respirando con altrettanta difficoltà.
Cominciai a giocare, muovendo il culetto contro il suo cazzo. Continuai così a lungo, strofinandomi la sua cappella contro il buchetto, senza farla entrare.
Sentivo il culetto aprirsi lentamente, come un fiore che sboccia.
Quando l'eccitazione raggiunse il livello giusto, con la sua cappella contro il buchetto ormai dilatato ed accogliente, cominciai a spingermi ritmicamente contro quel palo duro.
Gli chiesi di tenersi il cazzo in posizione, per aver la mano libera per sfiorarmi il clitoride gonfio, quasi dolorante dal desiderio.
"Sì, toccati..", ansimò lui. Sentivo che per la prima volta era in difficoltà nel controllare la sua eccitazione. E questa consapevolezza mi fece perdere anche le ultime inibizioni rimaste.
A quel punto, la sensazione di un cazzo duro e gonfio che mi allarga il buchetto, è una delle cose più belle che si possa immaginare.
Sentire il mio uomo godere, mentre sente il suo cazzo aprirmi il culo è impagabile. Sapeva di essere il primo, che mi stava sverginando il culetto.
Lo presi per cinque o sei centimetri, lo sfregamento tra le strette pareti del mio buchetto ed il suo cazzo era troppo intenso per resistere. Venni quasi subito.
Quando mi sentì venire dimenandomi furiosamente contro il suo uccello, cominciò a godere fuori controllo.
Venne urlando "oh, cazzo.. cazzoo.. aaahh sììì", mentre le mie contrazioni anali, conseguenza dell'orgasmo, glielo stringevano ritmicamente, con deliziosa forza.

Spesso, in seguito, in occasione di cene con amici, al momento di ordinare, lui mi chiedeva con apparente noncuranza, ma con un pericoloso luccichio negli occhi, se gradissi quel vino che mi era tanto piaciuto..
I comuni amici ovviamente non capivano il perchè del sottile compiacimento che accompagnava quella richiesta. E soprattutto non capivano il perchè io reagissi arrossendo in modo così violento. Non potevano immaginare che in quel momento il mio uomo mi stava chiedendo del sesso anale, davanti a tutti. Sorridendo al ricordo di quel primo nostro rapporto.

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