domenica 11 aprile 2010

Insieme ci divertiremo un sacco


Ieri sera sono uscita col nuovo direttore della mia banca. Era da qualche tempo che mi stava dietro, più precisamente dal mese scorso, quando ho avuto con lui una discussione piuttosto accesa sulla gestione dei miei fondi.
Lui è un uomo decisamente affascinante, sempre impeccabile nel suo completo scuro. Cinquant'anni, portati decisamente bene e separato da un paio.
Dalla discussione in poi, ogni volta che vado in banca, esce dal suo ufficio, viene a salutarmi e mi chiede di seguirlo per parlare dei miei investimenti.
E mi spoglia letteralmente con gli occhi. Mi guarda fisso, a lungo. Non cerca minimamente di nascondere il suo desiderio per me. Turbandomi profondamente. C'è qualcosa nel modo in cui mi guarda.. Non riesco a smettere di pensare che sia molto disinibito. Sessualmente. Uno che sa ciò che vuole e come ottenerlo.
Comunque, le ultime volte che ci siamo visti in banca, era sempre più eccitato. Mi faceva accomodare nel suo ufficio e mi mangiava con gli occhi. Non si perdeva un movimento del mio corpo. Gli si leggeva in faccia che avrebbe voluto alzarmi la gonna da dietro, costringermi a novanta sulla scrivania e sbattermi.
Quando mi ha chiesto di uscire a cena con lui, un brivido mi è corso dalla base della schiena fino alla nuca, facendomi involontariamente arcuare il corpo.
Il suo sguardo si è posato sfacciatamente sui miei capezzoli, inturgiditi sotto il tessuto leggero della camicetta.
Ci mancava solo che allargassi le gambe, il mio linguaggio corporeo non poteva essere più invitante di così. Ho accettato l'invito e mi sono congedata prima che il mio corpo mi tradisse ancor più sfacciatamente.
Ho pensato a lui tutto il giorno, immaginando le scene più disparate. Tutte rigorosamente ad alto tasso erotico.
In particolare fantasticavo sul tragitto in macchina. Sull'essere al buio in uno spazio ristretto ed intimo, vicinissima ad un uomo semisconosciuto che mi eccita e col culetto sul sedile di pelle di un'auto di grossa cilindrata. Sentire lievemente le vibrazioni del veicolo attraverso il sedile fra le cosce, dove probabilmente sarò già particolarmente sensibile..
Cazzo, devo fare la brava! Non si scopa in macchina con un direttore di banca! Dovrò calmare i bollenti spiriti. E non sarà facile.

Alle otto è arrivato sotto casa mia, puntualissimo. Ero pronta dalle sette e mezza.
Gli ho sussurrato con voce suadente al citofono che sarei scesa subito.
Mi attendeva in fondo al vialetto, con le gambe leggermente divaricate e le mani infilate nelle tasche dei pantaloni. L'ho raggiunto muovendo sinuosamente i fianchi ed osservato deglutire mentre ammirava il modo in cui il vestitino nero che avevo scelto fasciava il mio corpo.
Ho lasciato che il mio profumo lo raggiungesse e gli ho sfiorato le guance con le labbra, molto lentamente, appoggiando la mano al suo petto. I nostri corpi si sono sfiorati.
"Vuoi farmi morire, stasera?", mi ha chiesto divertito. Ma col corpo tesissimo.
"Temo di non capire..", ho mentito, sorridendo appena, compiaciuta, mentre mi scostavo. Quella vicinanza era letale anche per me, mi sentivo già un pò stordita.
Poi tutto è avvenuto in un attimo, ma i miei sensi lo hanno percepito come al rallentatore.

Lui ha smesso di sorridere e iniziato a guardarmi in quel modo.. ha fatto scivolare la mano alla base della mia schiena, con un gesto molto sensuale. Poi, più rudemente, mi ha attirata contro il suo corpo teso. La sua bocca si è abbassata sulla mia, con sapiente lentezza mi ha accarezzata le labbra con le sue. Una, due, tre volte, con passione crescente. Finché non mi ha infilato la lingua in bocca. Le sue mani mi hanno afferrato saldamente le natiche e mi hanno costretta a strusciarmi lentamente contro di lui. Ho sentito la sua erezione. E lui si è accorto che non indossavo le mutandine..
Si è staccato di colpo, guardandomi intensamente, col fiato corto.
"Scusami, non so cosa mi sia preso.." ha mormorato imbarazzato, "vieni togliamoci dalla strada".
Mi ha accompagnata verso la portiera, gli occhi incollati al mio culetto mentre si passava distrattamente la mano sulle labbra per togliersi il rossetto.
Mi ha aperto la portiera e fatta accomodare. Ho sorriso vedendo i sedili in pelle nera, proprio come li avevo immaginati per tutto il giorno.
Lui si è seduto senza guardarmi e ha avviato il motore. Non riuscivo a distogliere lo sguardo dalla sua erezione, mentre guidava. Avevo una voglia tremenda di prenderglielo in bocca, di stuzzicarglielo con la lingua, di sentire che sapore aveva..
Mi sono avvicinata a lui e gli ho posato dolcemente la mano sulla coscia, accarezzandogliela lentamente. L'ho osservato trattenare il respiro e serrare la mascella.
Ho giocato con la mano sulla sua gamba muscolosa, facendo dei circoletti con la punta delle dita.
"Ho sete..", ho mormorato allusiva, per poi risalire con la mano e passare a strofinargli le dita lungo l'asta dura fra le cosce.
"Forse ho qualcosa per dissetarti un pò la gola..", ha mormorato con voce roca, prima di abbassarsi la lampo, prendermi la mano e infilarsela dentro.
Gli ho afferrato l'uccello e l'ho tastato per bene, chiudendo gli occhi. Era gonfio e bello largo di diametro, come piace a me. Gliel'ho estratto dai pantaloni, mentre lui deviava dalla strada principale e cercava qualche posto isolato per appartarci. Aspettare di arrivare a casa sua o in qualche motel era fuori discussione. Lo sapevamo entrambi.
Ho iniziato a scappellarlo lentamente, molto lentamente, più volte, passandomi la lingua sulle labbra mentre lo mangiavo con gli occhi.
Lui respirava sempre più affannosamente. Quando mi sono abbassata fra le sue cosce, incapace di resistere oltre, l'ho visto trattenere il respiro.
L'ho assaggiato con la lingua, era caldo e pulsante. Ho chiuso gli occhi mentre accoglievo fra le mie labbra la sua cappella e iniziavo a lavorargliela dolcemente.
Ha iniziato a gemere quasi subito, in un modo molto maschio e fermato la macchina nel primo posto decente, incapace di proseguire oltre. Mi ha messo una mano dietro la nuca e guidata dolcemente, mostrandomi il ritmo che gli piaceva.
Adoro succhiare il cazzo di un uomo virile che mi tiene la testa e me lo spinge in bocca lentamente, godendo per quello che mi sta costringendo a fare.
Sentire un uomo che gode e si eccita mi fa bagnare. Con la mano libera, mi sono alzata la gonna e ho iniziato a sfiorarmi delicatamente il clitoride, mettendomi in modo che lui si godesse lo spettacolo.
Dopo qualche minuto, mentre i suoi gemiti si facevano sempre più rochi, mi ha afferrata per i capelli e costretta a fermarmi, rudemente. Eccitandomi ancor di più.
"Aspetta, ho già voglia di sborrare..", ha ansimato.
Ma non potevo aspettare, avendoci immaginati in scene erotiche per tutto il pomeriggio, praticamente era come se avessi guardato per tutto quel tempo un film porno.. mi bastava pochissimo per venire.
Mi sono alzata e messa a cavalcioni sopra di lui. Gli ho afferrato il cazzo e me lo sono strofinato dolcemente lungo la fessurina, avanti e indietro, bagnandolo coi miei umori e rendendolo deliziosamente scivoloso.
"Sto per venire..", ho ansimato abbandonando la testa all'indietro.
Lui mi ha afferrata per i fianchi e attirata con forza verso di sé.
Alzando il bacino me l'ha ficcato tutto dentro, con un colpo secco. Ho dovuto arcuare il corpo per il colpo, me lo sentivo fino in gola. Mi è bastato sfiorarmi il clitoride per venire.
Sentendo le contrazioni deliziose della mia fichetta calda e bagnata contro il suo uccello, gli è bastato darmi altri tre colpi profondi per sentire che la sborra era pronta a schizzargli dalle palle gonfie.
Con un gemito mi ha afferrata e si è sfilato dalla mia fica, a malincuore.
Si è afferrato il cazzo e l'ha avvicinato alle mie labbra.. "dai, fatti sborrare in bocca", mi ha implorata, eccitatissimo.
Ho aprerto la bocca davanti alla sua cappella gonfia, mentre lui lasciava partire il primo getto caldo e densissimo, con un lungo gemito liberatorio, seguito da un altro fiotto, e da un altro e un altro ancora.. Mi è venuto quasi tutto in bocca. Ho alzato la testa per godermi ad occhi chiusi la sensazione della sua sborra che mi colava calda giù per la gola.
Le sue dita, dolcemente raccoglievano quella che mi era finita sul viso e sulle labbra. Sorridendo, ho aperto nuovamente la bocca e lasciato che le sue dita vi depositassero quella crema bianca deliziosa. Le ho succhiate dolcemente.
Mi guardava con la bocca socchiusa, stordito.
"Sei ancora meglio di quanto immaginassi..", ha mormorato dopo un pò, "insieme ci divertiremo un sacco".

Due giorni dopo, mi è arrivato in ufficio un mazzo enorme di rose rosse. Il biglietto diceva: Non riesco a smettere di pensare all'altra sera, quelle immagini mi tormentano, irrompendo nella mia mente nei momenti meno opportuni. Gli ultimi giorni li ho passati cercando di controllare l'erezione.

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