venerdì 21 maggio 2010

Incontri in chat


Eccomi di ritorno, dopo un periodo stressante di super lavoro. E, conseguentemente, di astinenza sessuale.
Ieri sera sono finalmente uscita con un tipo conosciuto in chat. Un 38enne attraente e prestante. Giocatore di rugby, grande e grosso..
Esce da una lunga convivenza e vuole procedere con calma. Non cerca avventure o donne poco serie.. stavo per lasciar perdere (dato il periodo appena trascorso, io invece avevo giusto voglia di farmi sbattere da un bel maschione), quando mi ha mandato alcune sue foto.
E subito non sono riuscita a fare a meno di immaginarlo nudo sopra di me..
Così, ho continuato a sentirlo, adattandomi ai suoi tempi e modi educati.
Finalmente, dopo alcune settimane, mi ha chiesto di uscire.
Ovviamente sapevo che non avrebbe cercato di portarmi al primo motel, come succede spesso con quelli conosciuti in chat.. peccato, stavolta non mi sarebbe dispiaciuto.
Ci siamo visti in città, per bere una cosa.
E' arrivato con un mercedes scuro, vestito casual, rilassato, sorriso aperto. Semplicemente bello. 1 e 90 per 93 kg. Molto ben distribuiti.
L'ho salutato baciandogli le guance e sfiorandogli il corpo col mio.
Continuando a immaginarci nudi, sudati ed avvinghiati. Il mio corpo si muoveva in modo sensuale, non immune dalle immagini mentali erotiche che non riuscivo a tenere a freno e bombardavano i miei sensi.
Desideravo follemente che mi mettesse le mani addosso. Lo guardai intensamente.
Chissà se un uomo lo capisce, quando una donna ha voglia?
Lui pareva confuso, un pò imbarazzato, ma non in senso negativo. Combattuto.
Ovviamente era solo il mio corpo che lanciava quei messaggi, io intanto parlavo del più e del meno, rispondendo alle sue domande.
Anche il suo corpo sembrava un pò teso.
Ci accomodammo al tavolino di un locale ed ordinammo un drink.
Appena la cameriera si allontanò, glielo feci notare. Lui mi disse di avere dormito male e di avere il collo un pò indolenzito.
Io, fingendomi dispiaciuta, colsi la palla al balzo offrendomi di fargli un massaggio per alleviargli la tensione..
Non gli diedi il tempo di rifiutare incalzandolo con un "coraggio girati, prometto di essere delicata..".
Lui si voltò leggermete di lato sul divanetto sul quale eravamo seduti.
Da dietro, gli feci scivolare la mano sul petto e gli slacciai un paio di bottoni della camicia. Lui si irrigidì un attimo ed inspirò profondamente.
Gli scostai il colletto dal collo ed infilai le mani sulla pelle. Aveva i muscoli di collo e spalle un pò tesi.
Cominciai a lavorarmelo con molta dolcezza, accompagnando il tutto con voce carezzevole.
Lui per un pò cercò di continuare a chiacchierare come se niente fosse.. ma dopo poco la sua voce si era già fatta incerta, il respiro accelerato tradiva il suo coinvolgimento.
"Perchè non ti rilassi un pò... chiudi gli occhi" gli sussurrai all'orecchio.
La tentazione di baciargli il collo era fortissima. Glielo accarezzai con le labbra, osservando le sue reazioni.
Trattenne il respiro per qualche secondo prima di espirare profondamente.
Aprii le labbra e lo sfiorai con la lingua.
Mormorò il mio nome con voce roca. Buttai l'occhio fra le sue cosce: gli stava venendo duro..
Proprio in quel momento si avvicinò la cameriera con la nostra consumazione.
Ci scostammo imbarazzati, tentando di ricomporci. Lui si appoggiò l'avambraccio sul grembo, per nascondere la punta del cazzo che premeva oscenamente contro i pantaloni.
Lei non mostrò di accorgrsene, ma lui, imbarazzatissimo fissò per tutto il tempo il tavolino. Non so perchè ma quel suo pudore mi eccitò ancora di più.
"Portami in un motel" gli sussurrai sensualmente all'orecchio.
Ci guardammo intensamente.
Lui estrasse il portafoglio, lasciò sul tavolino i soldi della consumazione, e mi prese per il braccio invitandomi ad alzarmi e seguirlo "vieni..".
Il parcheggio del locale era in posto molto isolato e buio.
Arrivammo con passo svelto alla macchina. Mi fece appoggiare contro la portiera, sempre tenendomi il braccio.
"Non ce la faccio ad arrivare al motel" disse. Mi baciò rudemente, premendo il corpo eccitato contro il mio.
Mi sfuggì un gemito, sentendo la sua durezza contro il mio grembo eccitato.
Mi afferrò una coscia, da dietro, e me la divaricò. Mi strofinò il cazzo contro la fica. Arcuai il corpo all'indietro e gemetti senza ritegno.
Cercò con l'altra mano le mie mutandine: un minuscolo lembo di pizzo nero, trasparente e sottilissimo, da puttanella. Mi guardò intensamente per qualche secondo, prima di strapparmele.
Mi infilò due dita dritte in fica, per vedere se ero bagnata, sempre guardandomi dritto negli occhi. Decisamente lo avevo sottovalutato.
Mi spinse a sedere contro il cofano mormorando "voglio sentire l'odore della tua fica".
Con la gonna oscenamente sollevata, aprii le gambe mentre lui si abbassava tra le mie cosce. Mi aprì la fica con le dita e respirò a fondo.
Resto sempre sorpresa nel vedere quanto l'odore della fica stordisca un uomo grande e grosso.
Da sempre, fin da quando ho aperto le gambe la prima volta e l'ho mostrata ad un adolescente arrapato. E questo, per tutta risposta, troppo eccitato dalla visione, ha sborrato nel preservativo ancor prima di ficcarmelo dentro. Una sensazione di potere inebriante.
All'improvviso, sento la sua lingua esplorarmi con forza. Spalanco le gambe al massimo, in modo osceno e appoggio la schiena all'indietro, sul cofano, godendo.
Mi lascio leccare, mugolando di piacere, mentre mi infilo le dita nella scollatura e mi sfioro coi polpastrelli i capezzoli, che mi fanno male per la tensione sessuale.
Alzo la testa, per controllare che non ci sia nessuno, e vedo che invece tre ragazzotti sono appena usciti dal locale e si avvicinano al parcheggio, godendosi la scena.
Dopo un attimo di panico, vedo che sono eccitati e non tolgono gli occhi dalla testa dell'uomo che spunta dalle mie cosce spalancate.
Senza accorgermene, appoggio i piedi a terra, sempre con le gambe ben divaricate, e sporgo il bacino verso di lui, offrendo volgarmente la fica alla sua lingua. Me la lecca a lungo, con estrema cura.
Poi si alza, si bottona i pantloni, estrae il cazzo ed avvicina il bacino per piazzarmi l'uccello contro la fessurina. Alzo leggermente le gambe per prenderlo per bene, in fondo, con la giusta angolazione.
Lui me lo sbatte dentro, con un colpo deciso. Godiamo mentre entrambi guardiamo lo spettacolo fra le mie cosce: il suo cazzone infilato a fondo nella mia fichetta.
Lui inizia ad estrarlo fino alla cappella e rificcarmelo dentro a fondo, godendo nello sfondarmi in quella posizione.
Vedo i tre ragazzi che si palpano il pacco, increduli per la scena che gli è capitata sotto gli occhi. Poi iniziano a sbottonarsi ed infilarsi le mani nei jeans.
Mi appoggio all'indietro con le mani per farmi sbattere per bene. Lui si avvicina, mi afferra saldamente per i fianchi, bloccandomi contro il cofano e mi fotte con incredibile profondità. Vengo gridando.
Lui gode forte prima di estrarmi il cazzo e costringermi a scendere dal cofano ed inginocchiarmi, prendendolo in bocca. Mi riempie di sborra calda e, tenendomi saldamente per la nuca, mi costringe ad ingoiare.
I tre ragazzi gli fanno compagnia, sborrando in piedi a pochi metri da noi, prima di reinfilarselo nei jeans e allontanarsi sghignazzando.