Sto uscendo con un uomo estremamente porco. Perverso. Uno di poche parole, che con un'occhiata ti fa tremare le ginocchia. E bagnare la figa.
Sempre impeccabile, in completo scuro, occhiali da sole. Mascella pronunciata e fare virile. Mi basta guardarlo per eccitarmi tutta.
So per istinto che gli piacciono donne molto femminili. Quindi non mi ha mai vista in jeans. Anche solo per far la spesa: tacchi alti, reggicalze e vestitini da infarto. Rossetto, unghie laccate di rosso. Non mi faccio mai mancare un piccolo dettaglio da puttana. Una calza con la cucitura dietro, una scollatura particolare, un guanto di pizzo.
Lui mi guarda in silenzio. Ma gli occhi gli brillano.
Gli piace che gli altri uomini capiscano che mi lascio fare di tutto.
Che sono una sua proprietà. Un oggetto sessuale.
In sua presenza non posso fare a meno di pensare al sesso.
Al supermercato mi fa chinare in modo provocante, in modo da offrire il culetto alla vista degli altri uomini. Mi ordina di sculettare appena, oppure di piegare una gamba verso l'alto, come quando baci qualcuno, mentre mi allungo sinuosamente per prendere una scatola dagli scaffali più alti.
Magari mi si mette dietro, con la scusa di aiutarmi e mi appoggia i genitali contro il culetto. Oppure semplicemente mi accarezza con la mano una natica.
Col tempo, ha cominciato ad ordinarmi di mostrare i miei attributi sessuali a qualche uomo, scelto da lui.
Una sera in discoteca abbiamo ballato come se stessimo chiavando e un tizio, che si era eccitato, ci si è avvicinato. Ha borbottato qualcosa al mio uomo. Siamo andati in un posto appartato, il tipo ci ha seguito.
Il mio uomo mi ha sussurrato, tenendomi per i fianchi da dietro: "Coraggio tesoro, hai fatto eccitare il signore, slacciati la camicetta e fatti palpare un pò per scusarti". Poi mi ha guardata in silenzio, in attesa.
Mi sono slacciata molto lentamente la camicetta, mentre il mio uomo mi strusciava piano il cazzo contro il culo e mi sussurrava eccitato all'orecchio: "Così, da brava bambina.."
Ho chiuso gli occhi, sentire la voce roca di eccitazione del mio uomo mi dava alla testa, ho spalancato la camicetta con le mani e arcuato il corpo fremente verso di lui. Offrendo le tette a quello sconosciuto.
Lui, incredulo, ha avvicinato lentamente le mani tremanti ai miei capezzoli ed ha cominciato a sfiorarmeli delicatamente.
Dopo qualche secondo si sono ingrossati in modo osceno.
Mi è sfuggito un gemito.
"Ti piace, vero..? Quanto sei puttana", ha ansimato il mio uomo.
"Prendiglieli pure in bocca", ha concesso poi al ragazzo, senza togliermi gli occhi di dosso.
Lui non se lo è fatto ripetere due volte, si è chinato un pò e ha iniziato a succhiarmi un capezzolo. Ogni tanto si fermava e me lo stuzzicava con la lingua.
Ho serrato i denti per non godere ma gli occhi mi stavano schizzando dalle orbite per il piacere.
"Allora non dici niente eh.. Dovrei credere che non ti piace farti slinguare da un altro?", mi ha provocata con calma. Poi mi ha bloccato i polsi dietro la schiena e ha suggerito al tizio "Coraggio, mettile due dita nella figa mentre le stimoli i capezzoli, vediamo se è vero che non sta godendo..".
"Noo, ti prego", ho ansimato. Sapevo che non sarei resistita molto.
Ho cercato di divincolarmi, ma la presa era ferrea. L'unico effetto che ho provocato è stato quello di eccitarli ancora di più.
Il tizio mi ha sollevato rudemente il vestito, mi ha scostato le mutandine e infilato due dita su per la fica.
"Ahh.. Sììì..", mi è sfuggito.
Il ragazzo ha iniziato a tormentarmi la figa, con movimenti lenti e profondi.
Continuavo a divincolarmi ansimando loro di smetterla "Noo, bastaa.. aahh.. vi prego, no..". Sono venuta quasi subito, stretta fra due uomini.
"Bene, ora fai una sega al signore per sdebitarti", mi ha ordinato freddamente.
Il tizio è' venuto quasi subito, appena gli ho infilato la mano nelle mutande e ho cominciato a segarlo piano.
Ora sapevo che il mio uomo mi avrebbe punita per aver fatto eccitare un altro maschio ed aver cercato di sottrarmi dal soddisfarlo.
Mi ha presa per il braccio e condotta fuori dal locale, senza dire una parola.
Il parcheggio era ancora pieno di auto.
Mi ha trascinata davanti al suo Bmw e costrerra a novanta contro il cofano. Il metallo freddo mi ha fatto inturgidire i capezzoli. Poi mi ha alzato la gonna e ha cominciato a slacciarsi con calma i pantaloni.
"Noo", ho ansimato. Poteva arrivare qualcuno da un momento all'altro.
"Devi essere punita, tesoro, lo sai", mi ha spiegato lui con tono dolente.
Mi sono eccitata di nuovo.
Mi ha abbassato le mutandine fino a metà cosce e ordinato di aprire le gambe.
Sapevo che la punizione sarebbe stata un lungo, lento e profondo atto di sodomia. Con lui che mi teneva saldamente per i fianchi, impedendomi qualsiasi movimento per sottrarmi al suo cazzo che mi sfondava e apriva l'ano come e quanto voleva. Facendomi urlare sguaiatamente fino a venire. Per poi farcirmelo con una quantità incredibile di fiotti di sborra densissima, ansimando "Prendi troia, prendila tutta..".
Di solito, quando lui mi punisce, mi rimane il buco del culo allargato ed arrossato per qualche giorno. Durante i quali lui mi chiede sfiorandomi dolcemente il viso con fare paterno: "Ti fa ancora male, tesoro?"
martedì 26 aprile 2011
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