lunedì 1 novembre 2010

Ricatto sessuale


Non ce l'ho fatta a resistere. Tutte le volte che il mio fidanzato ha avuto il turno di sera, ho chiamto il mio capo e mi sono fatta sbattere come una troia.
In tutte le stanze della casa, urlando sguaiatamente.
Sono stata imprudente.
Una sera, mentre lo aspettavo, già truccata e vestita come una puttanella, ricevo una visita inaspettata. Il padrone di casa: un uomo sui 55 anni, con la pancia e la carnagione scura. Un viscido che fa discorsi volgari ed allusivi e si lecca le labbra mentre affonda lo sguardo nella scollatura di una donna. Allungando le mani tutte le volte che può.
Corro tutta felice alla porta al suono del campanello, pensando di ritrovarmi davanti quel figo del mio amante.. non riesco a trattenere la delusione, quando scopro di chi si tratta in realtà. Sentimento subito seguito da un senso di allarme: cosa ci fa a quest'ora a casa mia?
Lui entra sorridendo e mi fa notare che ultimamente ho prodotto troppi rumori notturni molesti..
Arrossisco.
"Dovresti essere più prudente, cosa succederebbe se qualcuno spifferasse al tuo fidanzatino che ti fai sbattere come una troietta da un altro?", mi provoca, fissandomi in modo osceno la rotondità del seno.
"Da come sei vestita, immagino che tu lo stia aspettando anche stasera.. per il tuo fidanzato non ti vesti così da troia..", conclude sorridendo.
Accusai il colpo, con una sensazione di vuoto nello stomaco.
"Forse è il caso che lo avvisi di non venire, dobbiamo parlare di alcune cose, noi due. L'altra sera, hai dimenticato di chiudere le tende.. mi è piaciuto talmente tanto come ti sei fatta sbattere che ti ho filmata", aggiunse.
Mi sentii morire. Ero nelle mani di quel vecchio porco bavoso.
Come un automa, chiamai il mio amante e lo avvisai che dovevamo rimandare.
Mentre tentavo di rassicurarlo che andava tutto bene, il vecchio si spostò alle mie spalle e mi infilò una mano nella scollatura, facendomi sobbalzare.
"Continua a parlare", mi sussurrò, mentre raggiungeva la punta del mio seno. Gemette soddisfatto quando raggiunse il mio capezzolo e cominciò a sfiorarmelo coi polpastrelli. Molto lentamente.
Chiusi gli occhi, per non tradire il piacere inaspettato che mi travolse. Sapeva come si tocca una donna.
Estrasse la mano, soddisfatto per la mia reazione e si inumidì le dita. Poi si dedicò all'altro capezzolo.
Mi morsi le labbra per non gemere.
"Continua a parlare, troia", mi sussurrò ancora. Si stava arrapando.
Cominciò a palparmi con la mano libera, ispezionandomi: il culetto, il fianco, il ventre; poi mi infilò la mano sotto il vestito, fra le cosce. Nel tentativo istintivo di sfuggire a quella mano, sporsi il culetto all'indietro. Mi ritrovai il suo bacino contro, a bloccare la mia fuga. Mi divincolai, per evitare che quella mano frugasse la mia intimità; così facendo sfregai il culetto contro il suo grembo.
"Sììì, cosììì", gemette il porco.
Sentii il suo membro gonfiarsi contro la mia natica.
Mi bloccai di colpo, per evitare di eccitarlo ancora di più. Immediatamente ne approfittò per infilarmi le dita sotto le mutandine.
Tolse l'altra mano dal seno per bloccarmi una coscia, costringendomi ad aprirla..
Mi arresi angosciata all'inevitabile, non potevo far capire cosa stava accadendo al mio amante o sarebbe scoppiato un casino. L'ultima cosa che volevo.
Mi frugò la figa, ansimando come un pervertito. Poi si annusò le dita.
Ne approfittai per concludere frettolosamente la telefonata.
"Con una fighetta così, potresti farmi fare un mucchio di soldi..", commentò.
"Cosa vuoi fare, porco?!", gli urlai.
"Voglio farti da pappone, voglio disporre a mio piacimento della tua fighetta", disse ridendo.
"Tu sei pazzo", risposi disgustata. Mentre una parte profonda e inconfessabile di me, si stava eccitando al suono delle sue oscenità.
"D'accordo, peccato che il tuo fidanzatino veda la scenetta di ieri notte.. ci rimarrà piuttosto male.. sembravi una cagna in calore", mi provocò.
Ricordai gli avvenimenti della notte in questione.. no, non volevo che vedesse. Non se lo meritava. Dovevo risolvere la questione senza fargli del male.
"Va bene, vecchio porco", mi arresi.
"Chiamami paparino", disse divertito. "Bene, usciamo, ho dei progettini per la serata", aggiunse infine.
Mi portò in uno squallido night, frequentato da uomini maturi. Parlò col proprietario e poi mi portò un drink. "Bevi, ne avrai bisogno", disse allusivo.
"Stanotte lavorerai qua", mi annunciò.
Deglutii, vedendo tutti quei vecchi schifosi, abituati a pagare le donne. La mia fighetta pulsava in modo indecente.
Si avvicinò uno che conosceva il mio pappone.
Mi guardò spudoratamente le tette.
"Davvero invitante..", iniziò.
Il mio pappone mi scoprì una tetta, mi versò un pò del suo drink sul capezzolo, che si inturgidì per il freddo e la sorpresa.
Il vecchio non perse un attimo e mi succhiò la punta del seno. Poi me lo slinguò a lungo.
Il piacere mi arrivò dritto al cervello. Tutti potevano vedere la scena.
Il vecchio si raddrizzò e con un'ultima palpatina e commentò che quella serata ci sarebbe stato di che divertirsi..
I due uomini risero sguaiatamente.
Cercai di ricoprire il capezzolo turgido e lucido di saliva.
"Cosa fai, la timida?!", mi gelò il mio pappone, prima di mettersi dietro di me e scoprirmi entrambe le tette, che svettarono maestone davanti a decine di occhi avidi.
Attirati dai miei capezzoli gonfi, si avvicinarono, formando un piccolo capannello, davanti a me.
"Coraggio, mostra la fighetta a questi signori", mi sussurrò il pappone all'orecchio da dietro.
Appoggiai il culo su di un tavolino, allargai le cosce e scostai le mutandine arcuando il corpo, in esposizione.
Gli uomini sgranarono gli occhi, alcuni gemettero o si passarono la lingua sulle labbra.
"Gratis potete solo toccare", chiarì il mio padrone.
Alcuni uomini deglutirono e si avvicinarono. Gli occhi fissi sulle labbra rosee della mia fichetta, appena dischiuse; ipnotizzati. Allungarono le mani, come in un sogno. Chiusi gli occhi, non volevo vedere, solo sentire.
Durò una decina di minuti, prima che il mio padrone li fermasse. Non so quante dita di uomini diversi mi sfiorarono la fica, mi esplorarono, mi stimolarono il clitoride e mi penetrarono. Li lasciai fare, godendomelo. Sentivo dal ritmo dei loro respri che si stavano arrapando di brutto. Sentivo i loro commenti.. "Ma è tutta bagnata, sentila..", "Oh cazzo, com'è calda, questa c'ha una voglia..", "Guarda che fica!".
"Basta così signori, potrete richiederla dopo lo spettacolo, per un bel privée.. o una bella orgetta..", sussurò il bastardo facendomi alzare e ricomporre.
"Quale spettacolo?", gli chiesi quando ci fummo allontanati.
"Mentre ti facevi sditalinare come una troia, ho parlato col proprietario", annunciò, "vuole che sali su un tavolino, ti spogli lentamente e fai la troietta. Li devi far arrapare in modo che siano disposti a pagare per infilartelo nella fica. Loro possono solo toccarti o usare la lingua, se vuoi puoi sceglierne uno e invitarlo sul tavolino con te e lasciare che si spinga un pò oltre".
Mi portò in una sala dove c'erano cinque tavolini, circondati ognuno da divanetti. Su tre di questi c'erano già delle ragazze in azione, circondate da uomini. Ballavano a gambe aperte sopra di loro, si facevano infilare la lingua dappertutto e le banconote direttamente nella fichetta.
Sentivo il clitoride pulsare dalla voglia.
"Coraggio tesoro, fatti dare un bacio portafortuna", mi disse prima di prendermi la nuca ed infilarmi volgarmente tutta la lingua in bocca. Con l'altra mano mi afferrò una natica e mi attirò contro il suo corpo. Poi le sue dita mi scivolarono sotto le mutandine e mi ispezionarono il buchetto. Mi divincolai con forza, inutilmente. La sua presa era molto salda. Non potei evitare che mi infilasse il dito con forza nel buco del culo. Gemetti con la bocca ancora invasa dalla sua lingua, divincolandomi ancora. Lui forzava e forzava il buchetto col dito, sempre più in profondità, con delle spinte energiche. Continuò finchè smisi di lottare e gli offrii il culo, lasciandomi infilare il dito fino in fondo. Poi lo estrasse e ne infilò due, con un gesto sicuro ed autorevole. Mi afferrai alle sue braccia e strabuzzai gli occhi per il piacere. Mi esplorò con calma il buco del culo.
"Ecco", disse poi, staccandosi soddisfatto dopo avermi frugato oscenamente l'ano "ora sei pronta".
Salii sul tavolino, che fu subito circondato da uomini. Iniziai a muovermi e toccarmi, molto lentamente. Mi spogliai e lasciai palpare da tutti. Ad alcuni offrii la mia fichetta, sporgendomi dal tavolino verso le loro mani o lingue.
Poi mi sdraiai a gambe spalancate, completamente nuda e mi lascia sormontare completamente da decine di mani e di labbra. Finchè la voglia fu troppa.
Scelsi uno sulla sessantina, che doveva avere un cazzo bello grosso a giudicare dalle dimensioni oscene della sua patta rigonfia. Lo feci sdraiare e glielo tirai fuori. Enorme, scuro, nodoso, un pò grinzoso. Gli misi la fichetta sulle labbra e presi dolcemente la sua enorme minchia in bocca, a 69.
Ma dopo poco non bastò neppure quello. Tutti si massaggiavano la patta gonfia, in cerca di un pò di sollievo.
Mi misi a gambe aperte su quel palo enorme, me lo puntai sulla fighetta e mi ci sedetti sopra. Mooolto lentamente, godendomelo tutto.
Lo prendevo tutto, fino in fondo, dentro e fuori, dentro e fuori. Tenendomi le chiappe larghe con le mani, perchè gli altri si godessero lo spettacolo del mio buchetto voglioso. Venni urlando e mi feci venire in faccia dal vecchio.
Sorrisi, con la faccia ricoperta di sborra e mandai un bacio a tutti, prima di scendere sculettando dal tavolino.
Il mio pappone, dopo essersi complimentato, mi annunciò che mi avevano prenotata in 7 per un'orgia nel privée. Avevano pagato per bocca, fica e culo.