
Sono ancora eccitata per quello che è successo sabato notte. Sono andata a ballare con degli amici. Avevo voglia di sentirmi desiderata. E di fare la puttanella. Ho fatto la stronza, lo ammetto, ho fatto eccitare un uomo, uno sconosciuto, e poi l'ho rifiutato, mentre lui, arrapatissimo, tentava in tutti i modi di appartarsi con me..
L'uomo in questione è un imprenditore 45enne, un conoscente del fidanzato di una delle mie amiche presenti quella sera. I maschietti ci hanno raggiunte in discoteca quando noi ragazze stavamo già ballando.
Il tipo non era male, ma sapevo per istinto che non ci sarei mai potuta andare a letto. Però avevo voglia di giocare. Dopo le presentazioni, lui ha scambiato quattro chiachiacchiere con una delle mie amiche.
Io gli ho voltato le spalle (indossavo la mia mini nera preferita, quella che mi fa un culetto da infarto), ho allargato un pò le gambe, piegato leggermente le ginocchia e cominciato muovere il culetto in modo molto sensuale, con un ritmo leggermente più lento di quello che la musica avrebbe richiesto..
Approfittavo del fatto che avessimo un tavolo disposto in modo tale da avere tutta la gente davanti a noi. Dietro non c'era nessuno, solo lui e la mia amica.
Non l'ho degnato di uno sguardo, continuando a ballare come se avessi una gran voglia di fare l'amore, di essere presa da dietro..
Dopo qualche minuto mi sono sentita afferrare con fermezza l'avambraccio. Era lui, che aveva evidentemente perso interesse per la conversazione e mi sussurrava all'orecchio "mi stai facendo scoppiare la testa, lo sai vero?".
Mi sono voltata appena, in modo che mi vedesse sorridere compiaciuta. "Lo sai che fai quest'effetto, vero?" ha continuato, arrapato.
Ho schiuso le labbra ed annuito.
Sempre tenendomi il braccio, ha avvicinato il suo corpo al mio, da dietro, ed ha cominciato a muoversi. Mi sono lasciata strusciare il cazzo in tiro contro le natiche per qualche secondo, prima di allontanarlo con la mano, fingendomi imbarazzata.
In realtà mi stavo bagnando.
Ha continuato a girarmi attorno, fingendo di sfiorarmi involontariamente nel ballo. Ogni tanto sentivo la sua mano sfiorarmi il fianco o il sederino.
"Non riesci proprio a non starmi appiccicato al culo?", chiesi sorridendo, ma fingendomi un pò infastidita.
Lui mi guardava fisso, fra il compiaciuto ed il frustrato. "Troia!" mi dicevano i suoi occhi. Se avesse potuto credo che mi avrebbe presa con la forza.
"Vieni, usciamo a fumare", mi ha ordinato poi, afferrandomi.
"Non mi va", ho risposto divincolandomi.
"A me sì", ha ribattuto afferrandomi la mano e trascinandomi nel parcheggio appena fuori dalla pista.
Giunto in fondo al parcheggio si è appoggiato ad una macchina ed ha cercato di attirarmi contro di sé.
"Non volevi fumare?", ho chiesto respingendolo.
Lui con un sospiro ha estratto controvoglia una sigaretta e cercato l'accendino.. che aveva dimanticato al tavolo.
"Era proprio una scusa, allora" ho commentato sorridendo.
Il suo sguardo si è illuminato, ha buttato la sigaretta e cercato di nuovo di baciarmi.
Aveva l'alito un pò pesante, peccato, ho pensato scostandomi, altrimenti la lingua in bocca, me la sarei fatta mettere volentieri..
"Dai è un ora che mi muovi il culo sotto al naso in quel modo, sto per venirmi nei jeans", ha affermato con voce roca mentre cercava di riafferrarmi.
Ho abbassato lo sguardo sulla sua erezione, con finta sorpresa "beh mi spiace, ma ballando pare che si muova anche il culo. Guarda altrove, no?", ho replicato da vera stronza, con un sorrisetto.
"Dai, rientriamo", ho aggiunto poi, divincolandomi e cominciando ad avviarmi verso il locale.
Mi ha seguita poco convinto. Dentro abbiamo ballato un pò insieme, ormai era ora di chiusura. Mi ha chiesto di dargli il numero di telefono. Quando gli ho risposto che ci avrei pensato si è allontanato scocciato.. per qualche minuto, prima di ritornare offrendomi il suo. Mandando al diavolo il suo amor proprio. Evidentemente erezione batte orgoglio.
Gli ho risposto che non avevo dove segnarmelo, sorridendo candidamente.
Poi le ragazze mi hanno chiamata per dividerci la spesa del tavolo e della cena e ne ho approfittato per allontanarmi.
"Permettimi di offrirti la cena ed il resto", mi ha detto raggiungendomi e fissandomi negli occhi.
"Non se ne parla neanche", ho risposto, ben sapendo che era un modo per tentare di comprarsi il dopocena.
Ho raggiunto il gruppo per sapere l'importo. Lui mi ha seguita. Era una bella cifretta, avevamo bevuto parecchio.
Allora ha estratto dal portafoglio un sacco di soldi e guardandomi ha detto agli altri "lasciate che faccia io, insisto".
"Ma dai, tu non c'eri neppure alla cena, sei arrivato dopo.." ha controbattuto una mia amica.
Ma lui aveva già saldato il conto con il tizio del locale.
"Beh allora grazie, è merito tuo, no?", mi ha sussurrato all'orecchio uno dei ragazzi presenti, divertito.
Ho finto indifferenza ma in realtà il fatto che un uomo maturo mi desiderasse a quel punto mi dava un pò alla testa. Nonostante tutta la riprovazione morale, l'essermi fatta pagare da un uomo che non capiva più nulla dalla voglia di infilarmi l'uccello nella fica mi ha eccitata da morire.
Ma non mi sono sentita in dovere di concedergli nulla. Non l'ho baciato e non gli ho dato neanche il numero.
L'ho riaccompagnato gentilmente con la macchina alla sua (all'andata era venuto in auto col fidanzato della mia amica) e me ne sono tornata a casa, tutta calda e sentendomi incredibilmente potente.
Lasciarmi scopare avrebbe rovinato tutto. Sì mi ero eccitata ma lui non mi piaceva, non volevo rivederlo e il giorno dopo, se mi fossi concessa come ringraziamento per l'avermi fatta sentire desiderata o per aver pagato la serata, me ne sarei pentita.
A vent'anni probabilmente mi sarei sentita in colpa. A trenta, conosco un pò di più come va il mondo e come giocare. Capisco quando un uomo vuole solo scopare. So che direbbe qualsiasi cosa per raggiungere il suo scopo. Per poi sparire.
L'eccitazione per quella serata mi è rimasta addosso per tutta la settimana successiva.

Ehi, io non ho l'alito pesante.. e in questo momento ce l'ho in tiro.. Posso rendermi utile? :)
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