Mi sono depilata la fica. Completamente. Ho quasi la necessità fisica di esporla totalmente quando vado in calore. Non porto più le mutandine da giorni. E devo trattenermi, quando ho vicino un uomo che mi piace, dall'impulso fortissimo di mostrargliela davanti a tutti. Alzarmi la gonna, aprire le gambe, sporgere la fica verso di lui e spalancarla con le dita.
Adoro la scena di "Basic instint" con la Stone che, in una stanzetta con diversi uomini di mezz'età, apre le cosce e la mostra a tutti i presenti.
Quando vado in calore, ho una voglia matta di fare lo stesso. Mostrarla a degli sconosciuti e farmi montare a turno da tutti.
Come una cagna circondata da maschi infoiati.
Ieri sera ero al ristorante con un tizio. Non mi faceva impazzire ma avevo troppa voglia di cazzo per fare la schizzinosa, così ci sono uscita.
A metà cena, mentre lui parlava, io ero seduta davanti a lui apperentemente tranquilla; in realtà, nascosta dalla tovaglia, stavo a gambe aperte sotto il tavolo con la figa di fuori. E mi stavo sditalinando molto lentamente, mentre gli sorridevo o annuivo a quello che stava dicendo.
Sentivo la mia voce roca dal desiderio, ero lievemente affannata.
Non potevo resistere ancora molto e nel locale c'era un cameriere piuttosto sexy. E con la patta bella gonfia dalle sue forme evidentemente sopra la media.
Quando l'ho visto allontanarsi nella direzione del bagno, mi sono ricomposta e ho detto al mio accompagnatore che sarei andata un attimo alla toilette.
Ho incontrato il cameriere nel corridoietto che portava sia alla cucina che ai servizi.
Gli ho bloccato la strada, lui mi ha guardata e mi ha sorriso. Poi ha fatto per dire qualcosa, forse scusarsi per avermi intralciato il percorso.
"La vuoi?" gli ho chiesto anticipandolo, alzandomi con la mano la gonna in modo da esporre la fica luccicante di umori.
Mi ha fissato la figa per non so quanto, deglutendo.
"Ti prego" ho sospirato come una gatta in calore mentre lo afferravo per la cravatta e lo tiravo verso il bagno.
Dentro ho appoggiato il culo e un piede al lavandino, divaricando le cosce.
Non mi sono spogliata, ho solo esposto oscenamente la fica.
Lui si è aperto i pantaloni, ha estratto la minchia e si è scappellato a pochi centimentri dalla mia fichetta.
Con le mani mi sono afferrata ai bordi del lavandino e ho voltato la testa di lato, chiudendo gli occhi. Come se mi facesse schifo quello che stavo per farmi fare.
Lui mi ha infilato piano la cappella nella fica bollente e oscenamente bagnata.
Poi con un colpo secco mi ha ficcato il cazzo dentro, fino in fondo.
Ho grugnito di piacere. Qualcuno avrebbe potuto entare da un momento all'altro.
Mi ha afferrata per le chiappe e mi ha sfondato la fica per bene, una, due, tre, quattro.. dieci volte. Senza preservativo.
Stavo per venire. Anche lui era vicino. Mi avrebbe sborrato in fica se non avessi detto nulla. Non prendevo la pillola da un mese ed ero fertile, era troppo rischioso. Ma avevo bisogno di farmi riempire di sborra.
"Aspetta" ho detto ansimando, poggiandogli una mano sul petto ed allontanadolo. Lui si è staccato quel tanto che mi ha permesso di girarmi e chinarmi sul lavandino. A novanta. Ho divaricato le natiche con le mani ed esposto il buchetto.
"Voglio tornare di là con la tua sborra che mi cola dal buco del culo lungo le cosce".. ho sospirato, guardandolo.
Mi ha sfondato il culo con una foga inaudita prima di riempirmelo di sborra bollente.
Mi è restato un pò nel culo, muovendosi appena, cercando di riprendersi.
Poi me lo ha sfilato a fatica.
La sborra ha comincito a colarmi densissima lungo la parte posteriore delle cosce. L'ho lasciata scorrere fino alle scarpe coi tacchi a spillo.
Poi ho riabbassato la gonna, l'ho ringraziato con voce calda e mi sono avviata verso il tavolo. Alcuni uomini si sono accorti, al mio passaggio ancheggiante, dei rivoli di sborra lungo le calze. Ho sorriso loro.
Mi sono risieduta al tavolo.
Dopo cena, ho fatto un pompino al mio accompagnatore per ringraziarlo e gustarmi la sborra calda. Il mio dessert preferito.
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