
L'ho sognato anche stanotte. Dannazione!
Lui è il nuovo capo del personale: moro, alto, spalle larghe, occhi neri, labbra carnose e fisico atletico. Sguardo intensissimo e luminoso. Sorriso pericoloso.
E' stato assunto da poco meno di un mese. Ed è da allora che lo evito; da quel primo giorno, quando è arrivato bagnato fradicio dopo essere stato sorpreso da un acquazzone improvviso. Questa, la prima immagine di lui che mi si è stampata nelle mente: pantaloni e camicia blu scuri appiccicati al corpo muscoloso e bagnato. Sorriso imbarazzato.
Mai visto niente di simile: pareva appena uscito dal set di un calendario di nudi maschili.
Lui si è presentato, con voce calda, leggermente roca.
Ho faticato a tenere le gambe chiuse.
Da allora mi impegno quotidianamente ad inventare scuse per non rimanere sola con lui.
Ma quando siamo a portata di sguardo è difficile ignorare la nostra reciproca presenza. Credo che la sua sia semplice curiosità: sono l'unica donna dell'ufficio che non flirta con lui.
La notte, invece, è tutt'altra storia. Il suo corpo tormenta la mia immaginazione. In sogno mi faccio fare cose che poi, da sveglia, non riesco a ricordare senza arrossire violentemente.
Il mio ragazzo non ne sa nulla, ovviamente, ma è al settimo cielo perchè gode delle conseguenze di questa situazione: sono perennemente ipereccitata. Lui ha preso furbescamente l'abitudine di venire a prendermi al lavoro: dopo una giornata di tensione sessuale, mi ritrova turgida, bagnata, accogliente e vogliosa di sfogare la mia frustrazione. Sono settimane che gli chiedo di saltare i preliminari e di prendermi con urgenza. Di solito ci appartiamo in auto, non riusciamo nemmeno ad aspettare di arrivare a casa. Non ci spogliamo neanche, mi sollevo la gonna e mi siedo a cavalcioni sul suo grembo. Con una voglia di cazzo infinita. Lo cavalco furiosamente, gli occhi chiusi, la testa abbandonata all'indietro, la bocca socchiusa ed ansimante. Immagino il mio capo, così maschio e controllato, seduto al posto del mio fidanzato, godere lentamente; vengo urlando dopo pochi minuti.
Qualche mattina fa, mi sono imbattuta proprio nell'oggetto segreto delle mie fantasie sessuali in tram. Sono entrata guardando per terra per non cadere e me lo sono ritrovato davanti. Il mezzo era affollatissimo, mi sono guardata rapidamente attorno, in cerca di qualche via di fuga, ma era impossibile spostarsi. Dopo averlo salutato ho cerato di evitare il suo sguardo. Troppa vicinanza..
Lui ha accennato un sorriso e commentato "sembra che stavolta lei non abbia via di scampo.."
L'ho fissato trattenendo il respiro per la sorpresa. Allora aveva capito..
"Non le sono per niente simpatico, vero?!", ha chiesto poi.
No, non aveva capito. Nonostante il sollievo, mi sono sentita arrossire. Il suo timbro cominciava immediatamente a fare effetto sui miei sensi.
Deve aver preso la mia reazione fisica per una conferma della sua affermazione: mi guardava fisso, serio. Infastidito.
"Non la conosco neanche, non avrei motivo per trovarla antipatico", ho cominciato con poca convinzione, totalmente succube del mio corpo che si stava scaldando.
"Lei mi evita", ha affermato, diretto.
Ci siamo guardati intensamente, per qualche secondo.
Poi lui ha distolto lo sguardo, frustrato.
Qualcosa ha attirato la sua attenzione. Ha deglutito, con lo sguardo fisso oltre la mia spalla.
Non ho resistito alla curiosità e mi sono volta appena.
Dietro di noi, approfittando delle ressa e della confusione, una giovane coppia stava amoreggiando. Si baciavano lentamente, con passione. La mano di lui le palpava il culetto.
Ho distolto lo sguardo, ancor più eccitata, e mi sono ritrovata i suoi occhi che mi fissavano.
Con un'intensità imbarazzante.
"Una buona idea per occupare il tempo del viaggio", ha commentato, riprendendo il controllo.
I miei sensi invece, si erano infuocati. L'ho guardato, smarrita. Proprio in quel momento, il conducente ha frenato bruscamente. La signora dietro di me si è sbilanciata e mi ha urtata, spingendomi verso di lui. Istintivamente, ho proteso le braccia, afferrando le sue. Mi sono ritrovata ad un centimetro dal suo corpo, dalla sua bocca.
Sono arrossita nuovamente e ho distolto lo sguardo, imbarazzatissima.
Ho sentito una mano, la sua mano, scivolarmi sul fianco e dal fianco piazzarsi alla base della schiena; per poi iniziare ad attirarmi a sé, lentamente ma inesorabilmente.
Il mio corpo accaldato non ha opposto alcuna resistenza. Completamente smarrita, ho fissato le sue labbra dischiuse e l'ho osservato abbassarsi piano in cerca delle mie, rallentare un istante a pochi centimetri dalla mia bocca per guardarmi passare la lingua sulle labbra, prima di farmi scivolare la mano libera tra i capelli e costringermi ad un bacio profondo, lentissimo.
Appena le nostre lingue si sono incontrate, ho perso completamente qualsiasi contatto con la realtà: mi sono strusciata piano contro il suo petto duro, ricavandone un immenso piacere, come testimoniavano i miei capezzoli inturgiditi che spuntavano dal sottile strato stoffa del maglioncino.
Anche lui ha perso un pò il controllo e mi ha costetta ad aderire completamente a lui.. Aveva il cazzo in tiro. Durissimo.
Ho cominciato a strofinarmici, molto lentamente, contro.
L'ho sentito tentare di soffocare un gemito, con scarso successo. Quel segnale di godimento così maschio, roco e trattenuto, mi tormenterà spesso, in seguito.
Poi, si è fermato di colpo e mi ha costretta a fare altrettanto, cercando i miei occhi coi suoi. Il messaggio veicolato del suo sguardo era chiarissimo: ho urgenza di possederti, devo fermarmi prima di perdere completamente il controllo; perchè sono ad un passo dal perderlo. Qui, in mezzo a tutta questa gente.
Attorno a noi ci stavano guardando tutti con vivo interesse; siccome nessuno si era lamentato, entrambi avevamo erroneamente pensato di non essere visti.. invece evidentemente si erano goduti lo spettacolo.
Un giovane uomo ha commentato sottovoce ammiccando: "C'è un albergo vicino alla prossima fermata, forse è il caso che ci facciate un salto.."
"Scusate..", ha cominciato il mio capo, leggermente imbarazzato.
"No, no, anzi, grazie per lo spettacolo.. molto stimolante", ha aggiunto lo sconosciuto, sorridendo.
Il tram ha iniziato a rallentare.
"Vieni, scendiamo..", ha detto il mio capo, dirigendomi verso l'uscita.
"Cosa? Ma non è la nostra ferm..", ho cominciato confusa.
"Lo so, fai come ti dico", mi ha interrotta lui, con tono fermo.
Sono scesa e l'ho guardato, sempre più confusa.
"Scusa, ho bisogno di riprendermi un attimo", ha ammesso finalmente, imbarazzato.
Ho cercato qualche indizio nei suoi occhi, senza successo. Poi, ho visto l'erezione che gli deformava oscenamente i pantaloni.
Ci siamo guardati a lungo, in silenzio. Il respiro ancora accelerato.

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